Sessanta giorni di fermo e una multa da diecimila euro. Il Viminale ha usato la mano durissima contro Mediterranea, la nave dell’omonima ong italiana, sbarcata a Trapani il 24 agosto, disobbedendo all’ordine di raggiungere Genova. Nonostante sia alla prima missione, si è deciso di imporre la sanzione più dura prima della confisca, ipotesi che secondo indiscrezioni i tecnici del ministero avrebbero seriamente vagliato. Da quando il decreto Piantedosi è entrato in vigore, è uno dei fermi più lunghi imposti alle imbarcazioni della flotta civile.
L’appiglio per punire così duramente una nave nuova, alla sua prima missione nel Mediterraneo, è tecnico. Il comandante Pavel Botica – si sostiene – in passato guidava la Sea Eye4 e in quella veste ha già ricevuto un fermo, contestato dall’ong tedesca e su cui ancora pende ricorso. Per il ministero, che tramite la prefettura di Trapani ha notificato ieri il provvedimento, che la nave abbia cambiato nome e armatore non rileva, rimane la stessa.
Hanno fatto valere le modifiche al decreto Piantedosi inserite nell’ultimo decreto flussi che rendono ancora più semplice il fermo prolungato delle navi. Per provare la reiterazione adesso non è necessario che a commettere una violazione siano lo stesso comandante o la stessa nave, ma basta che a inciampare in un nuovo provvedimento siano la medesima imbarcazione, capitano o armatore.







