Mediterranea fermata per due mesi e multata di 10mila euro: è il provvedimento emesso in applicazione del decreto legge Piantedosi. La multa e il fermo amministrativo sono stati notificati dal prefetto di Trapani al comandante e all'armatore di Mediterranea, la nave di ricerca e soccorso di Mediterranea Saving Humans il provvedimento emesso in applicazione del decreto legge Piantedosi.
«Uno dei più pesanti che in questi tre anni abbiano colpito le imbarcazioni della flotta civile di soccorso», dice l'ong, spiegando che alla nave umanitaria è stata contestata «la 'grave, premeditata e reiterata' disobbedienza all’ordine del Viminale di raggiungere il lontano porto di Genova con naufraghi a bordo soccorsi a oltre 690 miglia di distanza, traumatizzati e provati non solo dalla detenzione libica, ma anche dal tentato omicidio di cui sono stati vittime in mare. Secondo il governo, Mediterranea è colpevole di aver, invece, agito per garantire al più presto possibile le necessarie cure mediche e psicologiche a terra per queste dieci persone».
«Esseri umani - ricordano gli attivisti - gettati con violenza in mare dai trafficanti e miliziani libici la notte di giovedì 21 agosto in acque internazionali al largo della Libia, persone da noi soccorse e sbarcate nel porto di Trapani nella serata di sabato 23. E, dunque, quale sarebbe il grave reato che abbiamo commesso? Abbiamo forse fatto del male a qualcuno? Abbiamo distrutto qualcosa, abbiamo sparato addosso a qualcuno come fanno i 'guardacoste' libici? Non eravamo in regola con qualche certificazione? Niente di tutto questo. La nostra colpa, la colpa di Mediterranea che oggi è agli arresti, è aver detto 'SignorNo!' a un ordine assurdo e disumano, quello di raggiungere un porto inutilmente lontanissimo, mettendo al primo posto la salute e la salvaguardia delle persone e rifiutando di giocare sulla loro pelle stupidi giochetti politici di bassa lega».







