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La parola araba sumud significa più o meno “resistenza”: gli organizzatori della Global Sumud Flotilla, la più grande iniziativa indipendente per fare arrivare decine di barche cariche di cibo nella Striscia di Gaza, hanno spiegato di averla usata proprio per riferirsi al concetto di resistenza nei confronti di Israele, che controlla tutti i confini della Striscia e limita enormemente gli ingressi di cibo e altri beni essenziali destinati alla popolazione palestinese, anche tramite un rigido blocco navale (in vigore dal 2006).
Nella cultura palestinese il termine sumud ha un significato molto ampio e in un certo senso sfuggevole: indica sia una forma pratica di opposizione contro Israele, sia un concetto che descrive le motivazioni alla base della causa palestinese. Negli anni è diventato una specie di simbolo identitario della comunità, quasi come una bandiera: tra le altre cose la parola è riprodotta su magliette, gadget e meme diffusi sui social, ed è anche il titolo di un libro sull’esperienza di maternità delle donne palestinesi.
– Leggi anche: La più grande iniziativa indipendente per portare cibo a Gaza
Sumud è intraducibile in italiano: di recente il traduttore palestinese Nabil Bey Salameh ha spiegato che, per dare conto di tutte le sue sfumature, si potrebbe rendere con le parole «restanza, caparbietà, resilienza, resistenza, speranza nel futuro, solidarietà».










