Era nato ad Asmara in Eritrea (allora colonia italiana) l’8 agosto 1937, «stesso giorno, mese, anno di Dustin Hoffman; siamo alti quasi uguali, ma ogni nazione ha quello che si merita». Parola di Bruno Lauzi, cantautore, poeta, «idiota sapiente» come si definiva, tra i padri di quella scuola genovese che non riconosceva, poiché «le scuole prevedono maestri e allievi, mentre lì non ce n’erano».
Il figlio di Bruno Lauzi: «García Márquez era un suo fan. Attaccò i cantautori di sinistra e considerava Ruggeri il suo erede. Credo si aspettasse il suicidio di Tenco»
Maurizio Lauzi racconta il padre: «Basso e con cardigan improbabili, ma dell’aspetto fisico se ne fregava». «Scrisse capolavori per Mia Martini». «Anarchico alla Camus, si schierò contro i cantautori di sinistra», « Fellini gli aveva offerto una parte»






