BOLOGNA – L’80° anniversario dell’eccidio di Marzabotto fu la sua ultima uscita pubblica. In quell’occasione poté stringere la mano al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un anno dopo, pochi giorni dopo le cerimonie per l’81° anniversario dell’eccidio, se ne è andato Franco Lanzarini, che a sette anni fu messo al muro tre volte dai nazifascisti, in quei cupi giorni dell’autunno 1944 che fecero 770 vittime fra le colline di Marzabotto. In un'intervista a Repubblica, un anno fa, raccontò: “Eravamo al rifugio, con la mamma, per sfuggire ai nazisti, ma ci trovarono e ci schierarono in trenta davanti al plotone di esecuzione sul prato. Mi misero al muro tre volte”.

"Per tutta la vita non ha mai scordato quei momenti, e quando si è sentito pronto ha iniziato a parlarne alle giovani generazioni”, ricorda il Comitato regionale per le onoranze ai Caduti di Marzabotto. “Le sue parole si sono fatte presto cosa viva”. Lanzarini infatti “è stato uno dei fondatori dell’idea stessa che ruota attorno a quella che è oggi la Scuola di Pace di Monte Sole, nata nei primi anni 2000, quando a Monte Sole si stava iniziando a parlare per la prima volta di educazione alla pace”. Un anno fa Lanzarini, chiamato a commentare le guerre in corso nel mondo, fu lapidario: “Questa è la storia dell’umanità: non impara mai niente”.