Il giorno che avrebbe cambiato la storia della musica.
«Franco, nostro padre, ce l’ha sempre raccontata come una giornata storta; con l’ennesima delusione a guastargli l’umore già cupo a causa dei soldi che non bastavano mai, della carriera di attore che non decollava. Abitava a pensione dalla signora Eufemia in una stanza a via Vittoria, nel centro di Roma. Agosto pieno, caldo afoso: il suo amico del cuore, Mimmo Modugno, gli aveva telefonato la sera prima dicendogli che sarebbe passato a prenderlo in auto insieme a due amiche per andare al mare. All’appuntamento papà si presentò, Mimmo e le due amiche no. Papà li aspettò per un paio d’ore, poi tornò a casa arrabbiatissimo. Aveva comprato una fiaschetta di Chianti per provare a farsi conciliare un sonno fuori orario: due-tre bicchieri e quelle riproduzioni di Chagall che aveva appese alle pareti nella sua stanzetta, di cui una con un omino con mezzo volto blu, presero vita nella sua testa. Finalmente si addormentò. Al risveglio corse a prendere carta e una penna e appuntò: "…E volavo felice ancora più su, mentre il mondo spariva lontano laggiù… volavo nel blu, dipinto di blu…"».






