"Mi attirava il fatto che non era un eroe, ma una persona comune con cui non condividevo nulla, neppure la dimensione estetica, anche se lui era anche un grande lettore.
L'essere poi un liberale dichiarato me lo rendeva del tutto estraneo, eravamo impegnati ideologicamente in altre direzioni e lo guardavamo con un certo distacco chiedendoci: 'chi si crede di essere mai questo intellettuale all'inglese?'". Marco Bellocchio racconta così al Lido le motivazioni che lo hanno spinto ad occuparsi del cado Enzo Tortora al quale ha dedicato 'Portobello', la serie Hbo Original in sei puntate, per la nuova piattaforma streaming Hbo Max che sarà pronta a marzo, presentata fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia.
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'Portobello', a Venezia la serie di Bellocchio sull'arresto di Enzo Tortora
"Improvvisamente - continua poi il regista de I Pugni in Tasca - quando Tortora è stato messo dentro, essendo completamente innocente, mi piaceva raccontare la sua storia come rappresentazione di un'ingiustizia perpetrata troppo a lungo".














