La classe è molto più di un semplice spazio fisico con banchi e sedie. È un luogo di crescita, in cui l'apprendimento accademico si intreccia indissolubilmente con la formazione sociale. È un luogo di incontro, dove i ragazzi creano amicizie e si confrontano con i coetanei. È piazza, è strada, è parco giochi, perché supplisce l’assenza di servizi e luoghi di aggregazione cittadina. Svolge dunque un ruolo cruciale, soprattutto per gli adolescenti, generazione in crisi, che nel 20-25% dei casi passa gran parte della giornata in uno stato di isolamento, chiuso nella sua camera, con un’unica finestra sul mondo: i device. «È una situazione assolutamente innaturale. L’adolescente per antonomasia vive la dimensione di gruppo come generativa e rigenerativa rispetto al nido materno», racconta il pedagogista Daniele Novara durante il Convegno Nazionale del CPP “Star bene a scuola. Come migliorare il clima della classe”. «Dagli anni novanta la scuola ha assunto il ruolo della socialità spontanea. Non dovrebbe essere così, perché è un’istituzione, e come tale molto organizzata e strutturata, ma i bambini e le bambine creano lì le loro amicizie. È un punto importante perché consente alla scuola di strutturare delle azioni motivazionali, basate su un’idea semplice: siamo animali sociali, essere viventi basati sulla condivisione, sulla compresenza con gli altri».
Novara: «Lo star bene a scuola, legato a una fatica creativa e sociale, permette di migliorare l'apprendimento»
L'istruzione scolastica si intreccia indissolubilmente con la formazione sociale. I consigli del pedagogista Daniele Novara su come migliorare il clima in classe








