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Riavvicinamento Cina-India: "Pechino e New Delhi partner, non rivali". Lo Zar e il leader cinese parlano del vertice in Alaska. Erdogan offre una mediazione su Kiev

La Diplomazia del Panda è roba d'antiquariato. Oggi si parla di Drago, Elefante e Orso uniti contro l'Aquila di mare. La 25esima edizione della Shanghai Cooperation Organization (Sco) si è aperta a Tianjin all'insegna delle suggestioni del simbolismo, ma tra le righe non è difficile leggere la volontà di Cina, India e Russia di unire ulteriormente le forze per creare una vigorosa alternativa politica, economica e militare, adeguata nel rispondere per le rime all'Occidente, e in primis agli Stati Uniti. La Sco, un forum di promozione su sicurezza e cooperazione nella regione eurasiatica, viene quindi presentata da Pechino come contrappeso alla Nato e prova generale di un nuovo ordine globale.

La Cina ha spinto per una più stretta e ampia collaborazione tra i suoi attuali 10 membri (Bielorussia, Cina, India, Iran, Kazakistan, Kyrgyzstan, Pakistan, Russia, Tajikistan e Uzbekistan), ampliando il vertice a osservatori esterni strategici come Emirati Arabi, Arabia Saudita, Egitto e Turchia. Xi e il premier Narendra Modi concordano sul fatto che i due Paesi più popolosi del mondo "sono partner di cooperazione, non rivali". Il vice ministro degli Esteri Liu Bin spiega che "verrà firmata la Dichiarazione di Tianjin, una strategia di sviluppo decennale, fondata su temi chiave come diplomazia di vicinato, più cooperazione regionale, rafforzamento istituzionale e contrasto alle minacce transnazionali".