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Lo Zar: "Nuovo ordine globale". Ma Pechino nicchia

C'è chi l'ha ribattezzato l'asse del male del nuovo millennio ma, probabilmente, quello che andrà in scena da oggi a Tianjin, in Cina, potrebbe essere ribattezzato come il vertice dell'ambiguità. Tra i venti capi di Stato e governo presenti alla corte di Xi Jiping, ci saranno i rappresentanti delle cosiddette economie emergenti del Sud del mondo, tra cui l'indiano Narendra Modi e il turco Recep Tayyip Erdogan ma anche l'iraniano Masoud Pezeshkian e il bielorusso Alaxander Lukashenko. L'attesa principale però è tuta per il leader russo Vladimir Putin, a rapporto dal principale alleato su cui può contare che però, appunto, rimane su posizioni ambigue per non scontentare del tutto il "nemico" americano con cui, volente o nolente, ha in ballo interessi economici miliardari. Ambiguità nelle prese di posizioni, al di là delle dichiarazioni di facciata, ma anche pratiche, vedi al capitolo conflitto in Ucraina su cui la Cina non ha mai preso ufficialmente le parti di nessuno, invocando pace e dialogo e rispondendo picche a più riprese allo Zar che chiedeva un sostegno militare diretto.