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In piazza uno show da tiranni. Lo Zar: "Noi in guerra per i diritti umani". Il leader del Dragone: "Il progresso della Cina è inarrestabile, il resto del mondo si deve adeguare"

Uno, un tiranno vestito da tiranno. L'altro, un tiranno che recita la parte del leader illuminato. Xi Jinping, il padrone di casa, vestito come Mao con la giacca "rivoluzionaria" e stranamente sorridente, fa gli onori agli ospiti, mostra l'arsenale e definisce il suo Paese "inarrestabile". Ma a prendersi la scena è colui che a Pechino è andato come azionista di minoranza dell'alleanza. Perché Vladimir Putin, in un ambiente che evidentemente considera protetto, è tornato a parlare del conflitto in Ucraina come sempre alternando menzogne, propaganda, pretese e messaggi nemmeno troppo velati all'Occidente, in uno stile ormai noto a tutti e con una retorica orientata sempre a giustificare le peggiori azioni e anche a prendere tempo per proseguire nei propri intenti.