Maurizio Sarri aveva chiesto una reazione perché quanto visto a Como all'esordio, per numeri, "era da Serie C".
Lo sfogo duro alla vigilia della gara con l'Hellas, però, è arrivato dritto al cuore dei giocatori che, diciassette mesi e mezzo dopo l'ultima partita del tecnico toscano all'Olimpico sulla panchina biancoceleste, regalano ad allenatore e tifosi una vittoria importante per affrontare più serenamente la sosta per le nazionali.
Dunque 4-0 al Verona, ma la protesta del popolo laziale, nonostante il successo, resta e se la gara viene anticipata dal corteo a Ponte Milvio con 5mila ultras, dentro lo stadio la Nord espone subito uno striscione invitando la squadra a "non arretrare di un metro" e a seguire Sarri, rimasto nonostante il blocco del mercato.
Al fischio d'inizio, poi, la protesta prosegue con dieci minuti di silenzio, conclusi con il raddoppio di Zaccagni dopo la prima rete arrivata neanche al terzo minuto di gioco con Guendouzi. Il parziale non salva però Claudio Lotito, oggetto di cori e contestazioni fino al fischio finale. Applausi, invece, per Maurizio Sarri che prima di scendere negli spogliatoi a fine primo ricambia salutando la sua gente.
E prima del triplice fischio c'è anche spazio per il tris laziale, questa volta a timbrare è Castellanos che, dopo i due assist per i primi due gol dei suoi compagni, trova il colpo di testa vincente su punizione di Rovella per il 3-0 che mette definitivamente in ghiaccio la partita. Non pervenuto, infatti, il Verona che si limita a colpire un palo con Bernede, protagonista anche in negativo in occasione del primo e secondo gol della Lazio.







