Riecco la Lazio, bentornata nel mondo del calcio. Cala il poker contro il Verona e si riprende l’Olimpico dopo 203 giorni di digiuno. Una squadra sarriana che regala spettacolo e quattro reti grazie allo show di di Castellanos, due assist per le reti di Guendouzi e Zaccagni e sigillo di testa al tramonto di un primo tempo con i fiocchi. Nel finale poi si sblocca anche Dia per la festa di uno stadio ritrovato.
Sarri ne cambia due rispetto alla pessima prestazione di Como: dentro Marusic e Rovella al posto di Lazzari e Cataldi, per il resto fiducia a quelli provati durante l’estate con Cancellieri accanto a Castellanos e Zaccagni. A proposito del capitano, gioca nonostante la febbre di isabato che ne aveva messo in dubbio la presenza. Zanetti presenta il miglior Verona possibile, peraltro reduce dal buon pareggio di Udine. Sarr guida le ripartenze gialloblu, da tenere d’occhio il fantasista brasiliano Giovane. L’ambiente è carico, quarantamila anime laziali che sostengono la squadra ma, com’era ampiamente prevedibile, piovono cori contro il presidente Lotito. Ovazione al nome di Sarri che torna all’Olimpico dopo 538 giorni: il pubblico lo vede come ancora di salvezza dopo un’estate tormentata.







