Di quanti stili era capace Gino Negri? Infiniti, si direbbe, ad ascoltare i suoi tre atti unici, Vieni qui, Carla (1956) ispirato a Gli indifferenti di Moravia, Giorno di nozze (1958) e Il tè delle tre (1958), riproposti dal Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto al Teatro Caio Melisso della città umbra. Un'avanguardia ora più pungente, ora più dolceamara, secondo l'eclettismo dell’autore: compositore di punta, insieme a Fiorenzo Carpi, nella Milano del Piccolo Teatro e del Gerolamo ai tempi di Strehler, Negri fu famoso tanto per le «canzoni della mala», le musiche tra teatro da camera e cabaret, quanto per le colonne sonore o la pubblicità; nonché come «scopritore» di Ornella Vanoni.
Dal cabaret alla dodecafonia: a Spoleto l'avanguardia di Gino Negri, celebrazione di tanti stili
Con la regia di Pier Luigi Pizzi e un cameo di Elio, il Teatro Lirico Sperimentale fa rivivere le sperimentazioni e le contaminazioni dell'eclettico compositore
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