Un’eredità tramutata in spettacolo. Dopo quasi trent’anni di interpretazioni memorabili da parte di Eugenio Allegri, scomparso nel 2022, il monologo “Novecento” di Alessandro Baricco torna in nuova veste sul palco del Teatro Gobetti (via Rossini 8) per sedici recite, da martedì 16 alle 19,30 fino a domenica 4 gennaio. La nuova versione, presente già nel cartellone della scorsa stagione, è una lettura corale firmata da Gabriele Vacis e dalla compagnia PoEM, fondata dallo stesso regista assieme agli studenti dell’undicesimo corso di formazione per attori della Scuola del Teatro Stabile, protagonista di una rivisitazione che intreccia narrazione e storia stessa dell’opera. Tra gli attori in scena l’assisano Pietro Maccabei, classe 1999, trasferitosi a Torino per gli studi nel 2018. Da allora, il giovane artista ha costruito la rete con cui oggi collabora stabilmente, dalla fondazione di PoEM alle esibizioni come stand-up comedian al Torino Comedy Lounge, fino ai progetti personali come “Casa Mia”, spettacolo autobiografico da lui scritto e interpretato.
Maccabei, cos’è PoEM?
«Siamo la classe del triennio 2018-2021 della scuola per attori del Teatro Stabile. Concluso il percorso, insieme al direttore di allora, Gabriele Vacis, considerato il lavoro costruito insieme, il linguaggio e la poetica che ci accomunavano, per non sparpagliarci a caccia di provini abbiamo deciso di fondare una compagnia, focalizzandoci inizialmente sui testi classici».






