Il nuovo anno scolastico è dietro l’angolo e al ritorno in classe, nel vociare fra i banchi, potrebbe scappare una domanda un po’ diversa dal solito: e se al posto del docente ci fosse un’intelligenza artificiale generativa? Vuoi mai che, dopo aver cambiato le regole del gioco nell’ambito della produttività aziendale e della creatività digitale, gli strumenti basati sui modelli LLM possano plasmare anche il mondo dell’istruzione? Il dubbio è lecito e a rafforzarne il peso ci ha pensato ancora una volta OpenAI, annunciando a fine luglio la modalità “Studio e impara” per ChatGPT, pensata per assistere in modo più strutturato studenti, insegnanti e professionisti dell’apprendimento.
L’AI diventa tutor: la nuova stagione dell’apprendimento digitale
Le modalità studio di ChatGPT e Gemini trasformano la chatbot in un assistente didattico interattivo: spiegazioni su misura, esercizi mirati e percorsi adattivi per gli utenti. Ma nella partita dell’istruzione ibrida non ci sono Open AI e Google.









