“Ma davvero pensiamo che una marcia a Venezia durante la Mostra del Cinema possa cambiare le cose?”. Pupi Avati boccia senza appello la manifestazione “Palestina libera – Stop al genocidio”, che ieri pomeriggio ha attraversato il Lido di Venezia con oltre 10mila partecipanti secondo gli organizzatori del corteo. Presenti tra gli altri Michele Riondino e Tecla Insolia, la regista Carolina Cavalli, fumettista Zerocalcare, le attrici Benedetta Porcaroli, Valentina Bellè, Ottavia Piccolo e Donatella Finocchiaro. Avanti invece non c’era e lo rivendica spiegando di essere un “cane sciolto”: “Per partecipare a manifestazioni collettive bisogna essere persone che hanno una visione delle cose più omologata. Io, in ogni circostanza, ho sempre cercato di avanzare una mia visione, poi non ce l’ho fatta e sono sempre rimasto alternativo, tutta la vita, politicamente e cinematograficamente”. Il regista, 87 anni, precisa però di avere un’opinione chiara su quando sta accadendo a Gaza: “Stiamo vivendo un orrore, ma sono disincantato sul fatto che sia sufficiente fare una marcia a Venezia perché le cose cambino”. Aggiunge che non crede al fatto che Netanyahu soprassiederà “rispetto a ciò che sta facendo perché c’è un corteo durante un Festival cinematografico” e si dice in disaccordo anche sulla scelta di ritirare l’invito alla Mostra a Gal Gadot e Gerald Butler: “È un’operazione che non aiuta la costruzione di rapporti di pace”, osserva il regista.