Giampaolo Manca, dalla mala del Brenta a influencer: «Ragazzi, non fate come me»
NORDEST > VENEZIA
giovedì 14 agosto 2025 di Andrea Beltrame
VENEZIA «Non chiamatemi influencer, cerco di essere più che altro un messaggero: attraverso la mia storia voglio far capire ai ragazzi che la malavita non è un gioco, ma qualcosa che porta solo disastri alla società e dolore alle famiglie. Per questo sono sui social. La mia è una crociata del bene: fai del bene e starai bene, fai del male e starai male. Il mio obiettivo? Salvare i giovani dalla galera. Ci riuscissi anche con uno solo, avrei raggiunto il mio scopo». Lo chiamavano il Doge Giampaolo Manca, 71 anni, veneziano, ex esponente di spicco della Mala del Brenta con alle spalle omicidi, furti e rapine. Ha passato quasi metà della sua vita, circa 36 anni, dietro le sbarre, ma uscito dal carcere nel 2018 ha iniziato una nuova crociata: tenere lontano i giovani dal loro “lato oscuro”. Oggi gravita tra la Marca e Venezia, dove organizza piccoli tour della città, e continua a scrivere libri. E spopola sui social: tra Instagram, Tik Tok e altre piattaforme ha quasi 100mila follower. La maggior parte di loro sono ragazzi giovanissimi, anche di appena 14 o 15 anni, affascinati dai racconti di chi è stato protagonista, con Felice Maniero e molti altri, con furti rocamboleschi, assalti a mano armata e feroci regolamenti di conti, della malavita del Nordest tra gli anni Settanta e l’inizio dei Novanta. «Sempre più giovani mi fermano per strada, mi dicono che per loro sono un idolo, chiedono di fare una foto».







