«Una decisione che scardina ogni logica di tutela ambientale». Così il Wwf Trentino nel suo ultimo appello contro la caccia in deroga al fringuello. La petizione online su change.org ha superato le 4.200 firme e continua a crescere. «Le creature di questo genere vanno difese e tutelate, non cacciate per beceri interessi», è uno dei commenti sotto all’appello degli animalisti. Ma nel loro comunicato il Wwf provoca anche i cacciatori della Provincia autonoma: «Questa delibera è in definitiva un test di coerenza per il mondo venatorio, che dovrebbe per primo ripudiare in massa un provvedimento simile se vuole anche solo lontanamente auspicare di potersi definire “custode e gestore della natura”. Per questo, non ci appelliamo solo a chi è contro la caccia, ma anche a quella parte del mondo venatorio che ha ancora a cuore la propria credibilità e il futuro della fauna». Gli animalisti auspicano che nessuno presenti domanda per la deroga, «dimostrando con i fatti di essere dalla parte della natura, e non solo del grilletto facile». Ma i cacciatori tirano dritto sulla loro strada e sono contenti della decisione della Provincia. «Sicuramente c’è soddisfazione per quelli appassionati a questo tipo di caccia. Mi riferisco ai capannisti», dice Matteo Rensi, presidente dell’Associazione cacciatori trentini. E infatti per poter prelevare i fringuelli bisognerà essere in una postazione fissa, segnata con le coordinate gps, nelle specifiche riserve di caccia. Inoltre, serve l’autorizzazione che va richiesta entro il 7 settembre, l’inizio della stagione venatoria.