Pipe di crack ai tossicodipendenti. L'idea del Comune di Bologna a guida Pd non ha scatenato solo il centrodestra. A criticare la proposta ci ha pensato anche Paolo Crepet. "Alziamo pure bandiera bianca. E ammettiamolo una volta per tutte: abbiamo fallito, possiamo brindare a una storica sconfitta". Il motivo è chiaro: "Evitiamo una tracheite, ma rischiamo di tirare dentro anche chi stava solo valutando la possibilità. Se un Comune dice che l’unica cosa da fare è questa e non, per esempio, contrastare i pusher, ha già perso. Pensi al paradosso: obbligo dei 30 all’ora sulle strade dove chi è fatto e strafatto passa dagli effetti della stimolazione alla depressione e nemmeno vede i semafori".
Per lo psichiatra intervistato dal Resto del Carlino "questo significa dichiarare l’impotenza assoluta di fronte a un fenomeno che non è solo crack e non è solo Bologna". D'altronde, "il mercato della droga da mezzo secolo è gestito dalla malavita. Che nessuno abbia avuto il coraggio di fare terra bruciata attorno alla malavita è altrettanto evidente. Oggi ne abbiamo la conferma. Mi auguro almeno che sia l’occasione buona per riflettere sulle centinaia di ragazzi che vogliono bruciarsi il cervello".














