La spesa del Comune per la distribuzione di pipe destinate al consumo di crack può «configurarsi come ipotesi di danno erariale». A Bologna non si placa la polemica sull’iniziativa lanciata nell’ottica di riduzione del danno. E con questa motivazione Fratelli d’Italia non molla la presa e presenta un esposto alla Corte dei Conti dopo aver già sporto una denuncia. A depositare l’esposto sono stati l’europarlamentare Stefano Cavedagna, il coordinatore cittadino di FdI e consigliere regionale Francesco Sassone e la consigliera comunale Elena Foresti.

L’esposto di Fdi

«L’amministrazione avrebbe impegnato una somma di 3.500 euro per l’acquisto di pipe destinate al consumo di crack - ha spiegato in conferenza stampa Cavedagna - Una scelta che desta perplessità, in ordine alla legittimità e opportunità di utilizzo di risorse pubbliche nella fornitura di strumenti destinati all’uso di sostanze stupefacenti illegali» e una scelta che «risulta in contrasto con il principio di buon andamento e corretta gestione finanziaria del nostro ente locale», che alla fine risulta anche «favorire il consumo e lo spaccio di droga».

La denuncia

L’esposto arriva all’indomani della denuncia per «istigazione a delinquere e favoreggiamento dell’uso di sostanze stupefacenti» già depositata ieri dallo stesso Cavedagna e dal senatore FdI Marco Lisei. Oltre a chiedere che si proceda con le opportune verifiche della spesa, che Cavedagna sostiene non rientrerebbe nella competenza del Comune essendo «una scelta presa in campo sanitario», l’europarlamentare afferma che è richiesto «anche il sequestro preventivo di questi mezzi all’autorità, per evitare che vengano commessi reati».