A volte la realtà supera la fantasia. Questo potrebbe essere il primo commento, di assoluto buonsenso, alla notizia che arriva da Bologna. Si è saputo infatti ieri che il Comune distribuirà gratuitamente ai consumatori di crack delle pipe gratuite in alluminio per fumare la sostanza. Un vero e proprio invito a drogarsi, seppure l’operazione sia ipocritamente ammantata da fini benefici. Per l’assessore Matilde Madrid quella attuata dalla giunta del sindaco Lepore sarebbe infatti una sperimentazione che potrebbe ridurre non solo il consumo dello stupefacente (in che modo non è dato capire), ma anche gli effetti patologici secondari come sanguinamenti, tracheiti, infezioni causate dall’utilizzo di materiali improvvisati e condivisi.
Ora, a parte la considerazione che le sperimentazioni mediche non toccano al potere politico e a parte anche il fatto che i cittadini non possono essere considerati cavie sperimentali, il provvedimento bolognese si presta a molte altre obiezioni: da quelle di essere una sorta di istigazione a delinquere all’uso perverso dei contributi comunali. Più radicalmente, esso è però passibile anche di una riflessione filosofica più profonda. Il provvedimento sta infatti a segnalare un’ulteriore barriera abbattuta sulla via di una deriva biopolitica dalla cultura di sinistra che lo ha ispirato. Perla mentalità progressista, profondamente illiberale, il potere pubblico deve farsi infatti giudice dei comportamenti privati e assecondarli o contrastarli in base a mitologemi di chiara natura ideologica. Se il liberale tollera i comportamenti privati e chiede allo Stato semplicemente di sanzionare i danni che possono arrecare a terzi, per il progressista lo stato deve più radicalmente decidere ciò che è bene per ognuno e agire in maniera positiva e di conseguenza.












