GERUSALEMME Adesso che i portavoce dell’esercito dichiarano la città di Gaza «una zona di combattimento pericolosa», i palestinesi si chiedono che cosa sia stata negli ultimi ventidue mesi di guerra. L’annuncio serve a ribadire che un milione e duecentomila persone devono lasciare la metropoli in macerie e spostarsi verso sud o verso i campi tendati sulla costa, l’ennesima deportazione interna. I comandanti israeliani hanno interrotto le pause umanitarie di 10 ore al giorno nella città: la situazione tra i resti dei palazzoni è già catastrofica, l’Onu calcola che mezzo milione di persone sia colpito dalla carestia. I palestinesi uccisi hanno superato i 63 mila.