Oggi due minuziose pagine di Libero vi raccontano bene, numeri alla mano (i britannici direbbero: in maniera unemotionally factual, cioè in modo fattuale e senza deviazioni emotive), il quadro economico della Francia e del Regno Unito (terrificante) e della Germania (decisamente non rassicurante).

Quella fotografia economica fa pendant con una situazione politica tutt’altro che confortante per i governi di Londra, Parigi e Berlino. Il premier laburista britannico Starmer, secondo alcune rilevazioni, sarebbe a picco: appena il 21% di tasso di approvazione popolare della sua azione. Mentre Nigel Farage galoppa nelle praterie dell’opposizione guadagnando terreno in modo inarrestabile.

A Parigi, Emmanuel Macron è alla disperazione: l’8 settembre prossimo può cadere il secondo governo che aveva patrocinato dall’Eliseo (il sacrificato sarà il grigio Bayrou), mentre alle presidenziali del 2027 il centrodestra sembra per la prima volta in grado di stravincere, sempre ammesso che non si debba già anticipare un altro voto, quello per le legislative.

IMMIGRAZIONE, QUALCOSA STA CAMBIANDO: LA RIVOLTA DILAGA IN TUTTA EUROPA

Bruxelles, abbiamo un problema. Che non corre dalle Alpi alle piramidi, ma da Lampedusa al Nord Est britannico, anche se...