Claudio Recenti arriva al Lido spinto dal ronzio della sua carrozzina elettrica. Ventitré anni, studente alla Iulm, l’atrofia muscolare dalla nascita lo accompagna come un’ombra. Non può muovere le mani, per scrivere detta ogni parola. Ma chi lo vede tra le sale della Mostra non coglie il limite: vede un ragazzo che si muove come un reporter, che osserva, domanda, racconta. Per lui il cinema non è un passatempo ma libertà. Il suo film del cuore è «I sogni segreti di Walter Mitty». La storia di un uomo che la pianta di rifugiarsi dentro casa e sceglie di uscire e vivere davvero. «Smettere di immaginare che il mondo sia pieno di ostacoli, guardare oltre i muri, avvicinarsi, trovarsi l’un l’altro: questo è lo scopo». Claudio l’ha fatto suo. Ogni giorno, nel corpo che fatica, cerca la spinta per uscire dalla comfort zone. Al Festival sembra farlo senza sforzo: sorride, detta appunti, prepara domande come se stesse scrivendo la sceneggiatura della sua vita.