«Per quanto sembrino cose di secondaria importanza, la missione degli abiti non è soltanto quella di tenerci caldo. Essi cambiano l’aspetto del mondo ai nostri occhi e cambiano noi agli occhi del mondo»: è una citazione dall’Orlando di Virginia Woolf tratta da Piccolo manuale illustrato per cercatori di stoffe, delizioso libro appena pubblicato dal Saggiatore. Può sembrare bizzarro partire da una scrittrice inglese nata nel 1882 per dare conto di risultati finanziari del primo semestre del 2025. O forse no: le sue parole possono essere utili a comprendere come Brunello Cucinelli continui a essere l’eccezione al rallentamento dell’alta gamma (e della moda nel suo complesso). La società fondata dall’imprenditore umbro è la prima a fornire i dati del primo semestre: i ricavi sono cresciuti del 10,2% a 684,1 milioni (+10,7% a cambi costanti), l’utile netto ha fatto un balzo del 16% a 76,7 milioni, con un’incidenza sul fatturato dell’11,2%, anch’essa in crescita rispetto al 10,6% registrato al 30 giugno 2024. Nelle prossime settimane vedremo se, come era successo nel primo trimestre, il gruppo Prada ed Hermès si confermeranno le uniche altre due eccezioni al calo di ricavi e utili del settore.