Insieme a Hermès (si veda Il Sole 24 Ore del 13 febbraio) e al gruppo Prada, i cui dati ufficiali sul 2025 sono attesi per il 5 marzo, Brunello Cucinelli si conferma una delle tre eccezioni al rallentamento (in alcuni casi più o meno marcato calo) della moda e del lusso. Il cda di ieri ha confermato i dati sui ricavi e aggiunto quelli sugli indici di redditività, tutti in crescita a doppia cifra: le vendite sono arrivate a 1,4 miliardi (+11,5% a cambi costanti, +10,1% a cambi correnti); il risultato operativo ha sfiorato i 236 milioni (+11,4%), con una marginalità passata dal 16,6% del 2024 al 16,8%; l’utile netto è salito del 10,5% a 142,0 milioni, con un’incidenza sulle vendite del 10,1%, in linea con il dato del 2024.

Investimenti in anticipo sui tempi

L’ottimo andamento dell’ultimo esercizio e di quello precedente ha permesso – si legge nella nota diffusa dopo il cda – di anticipare di sei mesi il completamento del progetto triennale 2024-2026 per la produzione artigianale made in Italy, «con investimenti straordinari che ci consentiranno di operare con serenità per i prossimi 10-15 anni». Nel solo 2025 gli investimenti sono stati pari a 146,2 milioni con un’incidenza del 10,4% sul fatturato. Alla prossima assemblea, convocata per il 23 aprile, il cda proporrà la distribuzione di un dividendo di 1,04 euro per azione (equivalenti a una payout ratio del 50per cento).