Parma – Via Leopardi a Parma, nel cuore popolare dell’Oltretorrente — che in passato è stato teatro della Resistenza — mercoledì 27 agosto è stata percorsa da una processione continua di persone che hanno risposto all’appello lanciato sui social da un gruppo di giovani volontari, decisi a portare aiuti alimentari a Gaza, sostenendo la missione umanitaria della Global Sumud Flotilla diretta verso la Striscia. «In una sola giornata abbiamo raccolto circa tre tonnellate di donazioni alimentari, oltre a offerte per le spese di imballaggio e trasporto», racconta una volontaria. C’è chi arriva in bici con farina e marmellata, e chi scarica dall’auto scatoloni colmi di generi di prima necessità. La risposta della città, a poche ore dall’annuncio, ha superato ogni aspettativa. Anche i commercianti del quartiere hanno partecipato, offrendo, bibite fresche a prezzi popolari per i volontari.

La solidarietà dei commercianti

«Ieri, ascoltando l’appello dei portuali di Genova e di Music for Peace, abbiamo deciso di attivarci anche noi, lanciando un post su Instagram che in poche ore ha raggiunto 34mila visualizzazioni e 15mila account. Dalle nove del mattino, la gente ha iniziato ad arrivare da tutta la provincia». In serata, un post ha sintetizzato il senso della giornata: «La volontà popolare è la poesia delle nostre giornate». Chi passa a lasciare il proprio contributo ringrazia chi lavora senza sosta da ore, animando via Leopardi, una “catena social” capace di unire Parma, Genova e Gaza. «Di fronte all’orrore non solo delle armi, ma anche della fame, questi ragazzi ci aiutano a non restare spettatori impotenti», dice Paola, insegnante in pensione. «Questo via vai testimonia il bisogno di ritrovarsi, riconoscersi e unirsi per dire no alla guerra e alla strage di innocenti». «Non abbiamo etichette né bandiere», affermano i volontari. «Condividere il pane è il nostro modo di resistere. Siamo tutti sulla stessa barca, e insieme possiamo fare la differenza». Giovedì i volontari partiranno da Parma verso Genova per consegnare i pacchi ai punti di raccolta. Le prime barche salperanno il 31 agosto da Genova verso Barcellona, e il 4 settembre dalla Tunisia, nel tentativo di aprire un corridoio umanitario permanente verso Gaza. «Sappiamo che le navi potrebbero essere fermate e gli aiuti sequestrati, ma non potevamo restare a guardare», dice uno studente. «Sumud, in arabo, significa resistenza. E con questo gesto vogliamo resistere anche noi all’orrore.