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Dal primo settembre stop alle autorizzazioni per la distribuzione di film che contengono il rifiuto di avere figli: cosa c’è dietro la strategia del Cremlino

Nel 1937 Stalin ordinò l’arresto dei responsabili del censimento dell’Unione Sovietica perché i dati demografici non erano in linea con la sua propaganda. Oggi, quasi 90 anni dopo, la Russia di Vladimir Putin dichiara guerra ai film “childfree”. La natalità è crollata a livelli mai visti e il Cremlino ha deciso di adottare qualsiasi tipo di misura per cercare di contrastare il problema: oltre al programma di assegni familiari e alla battaglia contro l’aborto, ecco la censura di film e serie tv in cui le donne danno priorità alla carriera rispetto alla procreazione.

Come riportato dal Moscow Times, a partire dal primo settembre il ministero della Cultura di Mosca non rilascerà più autorizzazioni per la distribuzione di film che contengono il rifiuto di avere figli. Entrando nel dettaglio, un provvedimento vieterà l’approdo in sala di tutti quei prodotti cinematografici che contengono politiche che non incentivano le nascite e il Roskomnadzor (Servizio federale per la supervisione delle comunicazioni e dei mass media) avrà il compito di vigilare.