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Grandi piattaforme hanno rimosso i prodotti per adulti dopo le pressioni delle compagnie di carte di credito. E ora gli utenti si chiedono se questo possa aprire la strada ad altri attacchi contro tematiche "scomode"
Da circa una settimana, il mondo dei videogiochi è stato scosso da un evento molto controverso, che ha acceso in rete un forte dibattito e sollevato non poche preoccupazioni. Due tra le più grandi piattaforme per la distribuzione di titoli, Steam e Itch.io, hanno rimosso dai loro cataloghi molti giochi per adulti dopo aver subito pressioni dalle grandi compagnie di carte di credito, in particolare Visa e Mastercard.
Questa crociata contro i contenuti “inappropriati” è stata scatenata da un gruppo australiano chiamato Collective Shout, che nell’aprile scorso ha inviato ai circuiti di pagamento una lettera aperta in cui ha accusato Steam di trarre profitti da “stupro, incesto e abuso di minori”. La missiva ha puntato il dito in particolare contro il gioco No Mercy, in cui i giocatori avevano la possibilità di assalire donne a piacimento. Questo titolo, tuttavia, era stato rimosso dalla piattaforma di Valve già prima dell’invio della lettera, proprio per via della presenza di queste tematiche. Collective Shout, inoltre, ha preso di mira anche prodotti che non contengono elementi pornografici, come il celebre Detroit: Become Human.






