Bari in termini di sicurezza è 89esima su 107 province - classifica del Sole 24 Ore - e il sindaco vorrebbe fermare i manigoldi a colpi di friselle, sempre che il manigoldo non sia a dieta, condizione che esporrebbe il malcapitato agente a un’imputazione per tortura. L’ultima di Vito Leccese, sindaco dem, ex Verde, è il dietrofront sull’uso del taser, la pistola a impulsi elettrici che dovrebbe limitare l’uso di quella a proiettili e del manganello, che richiama l’olio di ricino e per carità, al governo ci sono già i fascisti.

A Olbia e Genova i carabinieri hanno usato il taser contro due delinquenti che ne stavano combinando di ogni, entrambi sono morti, uno era cardiopatico e a sinistra è partita la canea: così, hanno strillato, chi ha patologie rischia troppo! Con la Schlein premier e Leccese al Viminale - incubo di una notte di fine estate - i malviventi dovranno ciondolare con un cartello sul petto: «Niente taser, ho la pressione alta». I pendagli da forca più âgé pretenderanno attenzione per le vene varicose.

L’assessore alla Polizia di Bari, Carla Palone, col placet del sindaco sta per portare in Consiglio comunale la proposta di sospendere la pistola elettrica: l’esito è scontato dato che dopo Olbia e Genova Pd e 5Stelle hanno subito gridato allo scandalo. Leccese, dicevamo, ha un passato da Bonelli e il futuro è incerto. È nato tre giorni dopo lo scopritore di Soumhaoro, anno 1962. Leccese è stato tra i sottoscrittori dell’atto costitutivo della Federazione delle Liste Verdi e tra i vecchi pasdaran del referendum per l’abolizione del nucleare.