Più uomini, più telecamere, più coordinamento. Ma anche una lettura meno provinciale dei fenomeni criminali, perché la Bat non è più soltanto una terra di confine: è un territorio attraversato da reti che si muovono tra Bari, Foggia e, in alcuni casi, oltre l’Italia. È questa la sintesi emersa dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato venerdì scorso in prefettura a Bari, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dei vertici delle forze dell’ordine e degli amministratori.

Il ministro ha ripreso il filo della sua presenza a Barletta del 30 ottobre 2023, quando fu affrontato il tema degli organici. Allora arrivarono cinquanta uomini in più per la polizia di Stato, come ha ricordato anche il procuratore di Trani Renato Nitti. Ma il nodo resta aperto per carabinieri e guardia di finanza: nella Bat il rapporto è di un carabiniere ogni mille abitanti, peggiore della media nazionale. Per Nitti occorre consolidare squadre investigative stabili, capaci di seguire i fenomeni predatori senza limitarsi a rincorrerli.

Piantedosi ha insistito sulla necessità di superare i confini amministrativi. «Se ci fermassimo a un’idea di delimitazione territoriale commetteremmo errori enormi», ha detto, spiegando che le organizzazioni criminali mantengono una matrice locale, ma hanno una naturale capacità di espansione. Vale per le mafie autoctone, per le presenze foggiane e baresi, per le organizzazioni che trovano nel narcotraffico un terreno comune di affari.