RIMINI - Si sapeva che l’accoglienza sarebbe stata affettuosa. Ma al suo debutto al Meeting come premier Giorgia Meloni ha trovato una corresponsione di consensi così intensa da avere pochi precedenti, almeno nell’ultimo decennio che pure ha visto la kermesse ciellina ospitare due presidenti della Repubblica (Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella) e un presidente del Consiglio (Mario Draghi) molto amati. Dalla rivendicazione di un ritrovato ruolo di rilievo nello scenario internazionale alla conferma del sostegno all’Ucraina, dalla condanna di Israele per la reazione «oltre la proporzionalità» a Gaza alla condivisione con il suo predecessore sul rischio di irrilevanza dell’Europa, dalla promessa di portare a casa le riforme (con particolare attenzione a quella della giustizia) all’annuncio di un piano casa per le giovani coppie, con incursioni su diversi temi cari all’uditorio, Meloni in un discorso di poco meno di un’ora ha tracciato insieme un bilancio dei primi tre anni di governo e la rotta per il futuro.