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Personaggio bulimico di visibilità, di post e di polemiche. Tanto iperattivo quanto inconcludente: cosa non ha fatto quando era ministro
Carlo Calenda: uno, nessuno, centomila. Personaggio bulimico di visibilità, di post e di polemiche. Tanto iperattivo quanto inconcludente, dà sempre l’impressione di lasciare le cose a metà. Mette su iniziative, si iscrive a partiti, ne fonda di nuovi, crea alleanze e liste elettorali. Ma dura tutto lo spazio di un mattino. Si stanca presto, ci ripensa, rompe con gli amici del giorno prima, litiga con tutti, probabilmente anche con se stesso. Ma quanti Calenda ci sono? Le sue personalità si moltiplicano in un caleidoscopio pirandelliano. Abbiamo visto il golden boy di Confindustria, il candidato (trombato) con Mario Monti, il tesserato Pd (tessera poi stracciata), il renziano (ma anche l’antirenziano), persino il diplomatico (spedito a Bruxelles a fare il Rappresentante presso l’Ue dall’amico-nemico fiorentino, ma l’esperienza durò poco e non gli piacque).






