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Lunedì l’esercito israeliano ha ucciso almeno 20 persone tra cui cinque giornalisti in quello che è stato a tutti gli effetti un bombardamento double tap, cioè un attacco “doppio tocco”: dapprima ha colpito il quarto piano dell’ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza; poi, dopo pochi minuti e quando i soccorritori e i giornalisti erano già sul posto, ha colpito ancora.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’attacco «un tragico incidente», sostenendo che non fosse intenzione dell’esercito colpire deliberatamente soccorritori e giornalisti. Ma è una versione assai poco credibile: già in passato Israele aveva usato ampiamente questo tipo di attacchi nella Striscia di Gaza. Gli attacchi double tap sono considerati crimini di guerra: il diritto internazionale vieta di colpire i civili, i feriti e, in circostanze di combattimento, le persone che non sono più in grado di combattere.

Breve storia degli attacchi double tap

Gli attacchi double tap – che consistono nel bombardare lo stesso punto a distanza di pochi minuti, per uccidere sia l’obiettivo iniziale sia chi arriva dopo – esistono praticamente da quando esistono l’artiglieria e i bombardamenti aerei. Anche l’idea di attaccare i soccorritori non è nuova: durante la Seconda guerra mondiale, per esempio, sia la Germania nazista sia gli Alleati usarono bombe ad azione ritardata, che scoppiavano anche ore dopo essere cadute per colpire le squadre di salvataggio. Questi attacchi sono però stati perfezionati nel corso del Ventunesimo secolo.