Roma, 26 ago. (askanews) – L’esercito israeliano ha annunciato oggi che da una “prima indagine” condotta sull’attacco messo a segno ieri all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, costato la vita a 20 persone, tra cui cinque giornalisti, è stata presa di mira “una telecamera posizionata da Hamas” e che “sei delle persone uccise erano terroristi”.

“Da una prima indagine, sembra che le truppe della Brigata Golani, operanti nell’area di Khan Younis per smantellare le infrastrutture terroristiche, abbiano identificato una telecamera posizionata da Hamas nell’area dell’ospedale Nasser, usata per osservare le attività dei soldati delle Forze di difesa israeliane (Idf), con lo scopo di lanciare attività terroristiche contro di loro”, si legge nella nota diffusa dalle Idf, aggiungendo che per questo “le truppe hanno agito per rimuovere la minaccia colpendo e smantellando la telecamera e l’inchiesta ha dimostrato che le truppe hanno agito per rimuovere la minaccia”.

“La telecamera che l’esercito (israeliano, ndr) sostiene appartenesse ad Hamas è stata verificata dal nostro team di Euro-Med Human Rights Monitor come quella del fotografo Reuters, Hussam Al-Masri, ucciso nel primo attacco” lanciato ieri all’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, afferma il direttore dell’ong con sede in Svizzera, Ramy Abdul, dopo che l’esercito israeliano ha fatto sapere che obiettivo dell’attacco era “una telecamera posizionata da Hamas”.