Volevano colpire «una telecamera posizionata da Hamas». Per questo - secondo la giustificazione ufficiale del report dell’Idf, le forze armate israeliane - hanno bombardato l’ospedale Nasser di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. E hanno usato la micidiale tecnica del double tap strike, che prevede un secondo attacco mentre i soccorritori tentano di aiutare i feriti dopo la prima esplosione. Intanto, mentre centinaia di migliaia di israeliani manifestano e bloccano le strade chiedendo di accettare l’accordo sul cessate il fuoco per liberare gli ostaggi, Netanyahu replica: non ci fermiamo, attacchiamo anche Gaza City.

Nel raid di lunedì mattina sull’ospedale, sono morti venti palestinesi, tra cui cinque reporter e quattro operatori sanitari. La relazione dell’Idf sostiene che tra le vittime ci sono anche sei miliziani di Hamas, che si nascondevano nella struttura sanitaria. Il comunicato dell’esercito israeliano sull’inchiesta in corso dice ancora: «Informazioni di intelligence confermano l’uso da parte di Hamas dell’ospedale Nasser per svolgere attività terroristiche». A bombardare l’ospedale è stata la brigata Golani, ma il capo di Stato Maggiore ha chiesto di verificare «se l’attacco era stato concordato con il comando centrale». Infine, viene espresso «rammarico per qualsiasi danno causato ai civili».