Intensa, originale, carismatica, sorprendente, capace di conquistare critica e pubblico tanto nei film drammatici che nelle commedie, Emanuela Fanelli, classe 1986, vincitrice, fra gli altri, di due David di Donatello di seguito (nel 2023 per Siccità di Paolo Virzì, presentato al lido fuori concorso e nel 2024 per C'è ancora domani di Paola Cortellesi) si appresta a una nuova sfida: condurre (il termine madrina è stato mandato in soffitta) le serate d'apertura e di chiusura della 82/a Mostra internazionale del cinema di Venezia.
"Ho un'ansia che non hai idea - dice con la consueta schiettezza e autoironia all'ANSA - Però per accettare ho pensato a Venezia che è così bella, alla possibilità di vedermi tanti film...
Mi sono detta 'proviamo a vedere se riesco in questo ruolo'". Poi "la ragione che mi avrebbe portato a dire no era la paura, e io non voglio mai sia quella a determinare una mia scelta".
La definizione di madrina non c'è più: "Credo che semplicemente si sia aggiornato il termine, perché anche le colleghe e i colleghi prima di me effettivamente facevano una conduzione della serata". Quando "me l'hanno proposto, mi hanno semplicemente detto 'noi vogliamo te, il tuo modo di vedere le cose'. Ovviamente io cercherò di unire un po' il mio tono alla cerimonia ufficiale, a tutto".










