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I grandi incendi boschivi in corso da circa due settimane in Spagna, specialmente nelle regioni del nord-ovest, si sono estesi molto e sono stati difficili da spegnere a causa di un caldo eccezionale che secondo l’Agenzia statale di meteorologia spagnola (AEMET) è stato il più intenso che si sia registrato nel paese dal 1975. Secondo i dati preliminari sui giorni dell’ondata di calore, il periodo tra il 2 e il 18 agosto, l’anomalia di temperatura rispetto alle medie del passato è stata di 4,6 °C in più. Fino a questo mese la più intensa ondata di calore registrata in Spagna era stata quella del luglio 2022, quando l’anomalia di temperatura era stata pari a 4,5 °C.
Le alte temperature non innescano gli incendi ma riducendo l’umidità nell’aria e nella vegetazione fanno sì che le fiamme si estendano molto più velocemente, soprattutto se il vento contribuisce ad alimentarle. Sebbene l’ondata di calore di inizio mese ora sia finita, in Spagna continuano a bruciare almeno 15 gravi incendi boschivi, soprattutto nelle comunità autonome di Castiglia e León, delle Asturie e della Galizia, nel nord-ovest del paese.
In Galizia, la regione più interessata, la situazione sta migliorando ma si stima che siano stati bruciati 900 chilometri quadrati di vegetazione, più o meno il 15 per cento dei boschi della comunità autonoma. A Verín, la città principale dell’Orense, la provincia dove ci sono stati più incendi, ci sono state delle proteste contro il governo regionale, guidato dal Partito Popolare, di centrodestra, contro la gestione degli incendi.
















