L'orrendo cubo nero che si affaccia sul Lungarno di Firenze stravolgendo la sua immagine storica è il simbolo perfetto della decadenza di una delle città più belle del mondo. Innanzitutto perché è osceno, così nero e cupo, a stagliarsi sullo skyline ottocentesco di corso Italia, un elemento di rottura senza nessun senso estetico, che sta continuando a raccogliere valanghe di proteste e indignazioni non solo sui social.

E poi perché questo ecomostro in piena area Unesco violerebbe un vincolo che esiste dal 1953, per tutelare le rive dell'Arno e limitare gli interventi che possano alterarne lo spirito visivo. Anche Massimiliano Fuskas, architetto di fama internazionale, ha preso posizione contro il cubo nero: «Non mi entusiasma, certo. Ma non è questo il punto. C'è un problema enorme che non riguarda solo Firenze. L'edilizia consegnata ai privati. l'Italia ora è in mano agli immobiliaristi che per decenni soprattutto Firenze era riuscita a evitare. Dobbiamo riprendere in mano l'equilibrio urbano delle nostre città».

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