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25 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 12:12
Falso ideologico, abuso edilizio e violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Sono questi i reati contestati a vario titolo nell’inchiesta della Procura di Firenze sul cosiddetto “Cubo Nero”, la discussa costruzione realizzata al posto dell’ex Teatro Comunale in un’area sottoposta a vincolo Unesco e da mesi al centro di polemiche per il suo impatto sul panorama cittadino. Tra gli indagati figura ora anche l’ex soprintendente per le Belle Arti e il Paesaggio di Firenze, Prato e Pistoia Andrea Pessina, che nei giorni scorsi è stato ascoltato dagli inquirenti e ha risposto alle domande. La sua posizione si aggiunge a quella degli altri soggetti coinvolti nell’indagine, molti dei quali nelle settimane precedenti si erano avvalsi della facoltà di non rispondere, scegliendo in alcuni casi di depositare memorie scritte. Il fascicolo, aperto nell’agosto 2025 e coordinato dal procuratore capo Rosa Volpe e dall’aggiunto Marilù Gattelli, conta ora 15 persone indagate.
Oltre a Pessina, risultano coinvolti dirigenti e funzionari della Direzione Urbanistica del Comune di Firenze, tra cui Eleonora Cisternino e Stefania Fanfani, e dell’ufficio edilizia privata, come Elisabetta Fancelli e Annalisa Pontenani. Sotto la lente anche i componenti della Commissione paesaggistica comunale — Alessandro Foggi, Adele Goretta Caucci, Alessandro Bellini e Michele Martino — oltre alla responsabile del procedimento Francesca Fabiani, alla proprietà dell’immobile e ad altri soggetti legati alla progettazione e alla cessione dell’area. Tra questi figurano anche Marco Sangiorgio, ex direttore generale della Cassa depositi e prestiti all’epoca della vendita dell’ex teatro, e gli architetti progettisti Vittorio Grassi, Stefano Boninsegna ed Enrico Santi. Per quanto riguarda Pessina, le accuse riguarderebbero il falso legato al parere espresso durante l’iter autorizzativo e la presunta violazione del testo unico sul paesaggio.






