Mariastella Gelmini, senatrice di Noi moderati, lei è tra i politici intervenuti a quest’ultima edizione del Meeting di Rimini. È possibile tirare un primo bilancio?

«Quello che mi ha colpito è stata la valanga di giovani con il sorriso, appassionati e con la speranza nel cuore, che mi hanno ricordato i giovani del Giubileo. La frase scelta per l’edizione di quest’anno è “Nei luoghi deserti costruiamo con mattoni nuovi”. Ecco, i giovani rappresentano i mattoni nuovi, un’umanità che prova a non rassegnarsi ma a reagire con ottimismo. Penso che rappresentino, anche per la politica, delle energie di cui far tesoro».

Spesso, però, le politiche messe in atto non hanno rispecchiato le loro istanze, come dimostra l’allontanamento dai partiti...

«Credo che la politica debba rendersi attrattiva per i giovani e tornare a coinvolgerli. Il distacco e la disillusione, in generale, hanno portano all’affermazione di populismi di vario genere e ad una estremizzazione del confronto politico. I giovani, proprio per questo, rappresentano per la politica un’opportunità».

Quindi, come invertire la rotta?