Dalla pasta fresca e sughi già pronti da inviare per posta e assemblare in pochi minuti direttamente a casa, a più di cento nuovi ristoranti da aprire nel corso dei prossimi cinque anni. Era nell’aria che una delle startup più innovative dedicate al mondo del food avrebbe prima o poi spiccato il volo, tanto da diventare la prima catena a livello internazionale dedicata al cibo fondata, gestita e finanziata da italiani. Si tratta di Pasta Evangelists, lanciata a Londra nel 2016 dal genovese Alessandro Savelli. Con un background nella Finanza, e supportato da due soci fondatori, gli inglesi Finn Lagun e Chris Rennoldson, Savelli aveva a quel tempo intuito che nel Regno Unito ci sarebbero stati margini di successo nel campo della pasta fresca, rispetto a quella secca dove il mercato era già saturo. Per rendere ancora più accattivante la sua proposta, Savelli era andato oltre proponendo qualcosa di davvero unico: pasta fresca da ricevere a casa insieme a sughi già pronti all’interno di un box di cartone espressamente ideato per entrare nelle buche delle lettere delle porte inglesi. Così, una volta giunti a casa dopo una giornata di lavoro, i clienti non dovevano far altro che raccogliere il box dal pavimento, andare in cucina e assemblare il tutto attraverso qualche decisa spadellata.