Nel primo mese di lancio, lo scorso maggio, ha totalizzato 26mila utenti unici, dei quali il 30% stranieri. Commercianti, piccoli distributori, ristoratori e consumatori finali che hanno attinto ai cataloghi di piccole e medie imprese italiane che operano nel campo dell’enogastronomia, tra food, vino e birra, e che propongono prevalentemente pasta, sughi, olio d’oliva, prodotti panificati, etichette di nicchia.
«Sulla nostra piattaforma non ci sono i grandi marchi più noti del made in Italy: non perché abbiamo preclusioni ma perché la nostra mission è quella di dare una concreta opportunità ai piccoli produttori», dice Giuseppe Virzì, fondatore di Tuduu, il marketplace nato per portare nel mondo la grande tradizione alimentare nazionale (solo 12mila imprese si avvalgono oggi anche dell’e-commerce), digitalizzando i cataloghi, traducendoli in 17 lingue (ci sono anche l’hindi e il coreano) e corredandoli con oltre duemila ricette. Una scommessa che ha convinto più di trenta tra imprenditori e business angel grazie ai quali la start up ha chiuso un round di investimento superiore a un milione di euro. L’operazione - fanno sapere dalla start up - coinvolge oltre 30 business angel e imprenditori, tra cui Giulio Xiloyannis, Luca Foresti, Rossella Brenna, Nabil De Marco e Francesco Pagano.






