Pasticcini e tè. Preparati per accogliere i «violenti» invasori. Iniziamo da lì? «Ma quello non era il Leoncavallo, era il Bulk».
Fa niente, racconta quale fosse il clima in città.
Tema: quando il centrodestra era disponibile, anzi fautore del dialogo coi centri sociali. Scenario: la militanza ideologica dura e pura si stava affievolendo. Gabriele Albertini ha raccontato al Corriere che durante il suo primo mandato da sindaco, a fine anni Novanta, il Comune fu davvero a un passo dal chiudere l’accordo per «legalizzare» il Leoncavallo. Per capirsi: destra berlusconiana (con Alleanza nazionale) che s’accorda con i più rappresentativi eredi della sinistra extra parlamentare. Comunque, Albertini incaricò un delegato plenipotenziario alle trattative: Sergio Scalpelli, assessore a Giovani e sport. Aveva gli uffici all’Arengario. Lì vennero apparecchiati i dolci per il Bulk (centro sociale in un capannone occupato sul piazzale del cimitero Monumentale, tra il 1997 e il 2005, antagonismo vero, tosto, militante).













