Era il 13 settembre 1994, 31 anni fa, poco prima che il centro sociale arrivasse nella sede di via Watteau, da cui oggi è stato sgomberato. Lui, Matteo Salvini, ha appena 21 anni, ed è al suo primo intervento in Consiglio comunale a Milano, dove è stato eletto per la Lega all’epoca guidata da Umberto Bossi. Prende la parola e stupisce tutti: “Nei centri sociali ci si trova per discutere, confrontarsi, bere una birra e divertirsi”. Per aggiungere poi, fuori dall’aula di Palazzo Marino, che “sì, dai 16 ai 19 anni, mentre frequentavo il liceo Manzoni, il mio ritrovo era il Leoncavallo. Stavo bene, mi ritrovavo in quelle idee, in quei bisogni”.

I 50 anni del Leoncavallo, ultimo centro sociale: “La cultura abita qui, non chiudeteci”

di Brunella Giovara

14 Aprile 2025

Nel giorno in cui per decisione diretta del ministro degli Interni Matteo Piantedosi (Lega), il Leonka viene sgomberato da via Watteau, ecco che diventano virali le dichiarazioni di oltre trent’anni fa fatte dal vicepremier Salvini, fatte dopo la manifestazione di protesta organizzata nel settembre del 1994 (a seguito dello sgombero del Leonka dalla sua sede precedente, in via Salomone) dai ragazzi del centro sociale. In quel caso, allora, in barba all’esultanza di oggi – “Decenni di illegalità tollerata, e più volte sostenuta, dalla sinistra: ora finalmente si cambia. La legge è uguale per tutti: afuera!”, ha scritto stamattina Salvini sui social, citando il leader argentino Milei, per salutare l’avvenuto sgombero – quando era ancora soltanto un neo-eletto a Milano, Salvini sosteneva che nei centri sociali come il Leonka i ragazzi che lui conosce “non prenderebbero mai in mano un sasso o una spranga”.