«Lega ladrona, San Siro non perdona». È storpiando lo storico slogan del Carroccio che il Comitato per il diritto all'abitare del quartiere San Siro a Milano ha accolto il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Il leader leghista si trovava nel quartiere milanese per un sopralluogo di un cantiere di riqualificazione degli edifici Aler in piazzale Selinunte. Alla contestazione, Salvini ha risposto mandato baci alla folla e chiedendo «peace and love». I manifestanti dai megafoni urlavano «Salvini vai a lavorare» e «Ridacci i 49 milioni». Sui cartelli esposti si leggeva «Casa per tutti, razzismo per nessuno» e «Più case, meno passerelle».

Alla fine del giro di sopralluogo, Salvini ha parlato di San Siro come «uno dei quartieri più emblematici di Milano»: da una parte «lo stadio e le case dei calciatori» e dall'altra «4500 case popolari con tantissime persone per bene che non meritano di rimanere ostaggio di occupanti abusivi, spacciatori e maranza». Proprio sull'occupazione Salvini promette «tolleranza zero» e fissa un obiettivo (che definisce «ambizioso, ma raggiungibile»): «Restituire entro un anno a 61mila legittimi proprietari in lista d'attesa da anni degli appartamenti che sono vuoti, distrutti o occupati abusivamente».