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24 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 9:05

L’estate 2025 verrà ricordata in Spagna soprattutto per gli incendi che hanno devastato vaste aree del Paese. Secondo i dati del Sistema Europeo di Informazione sugli Incendi (EFFIS), il 40% di tutta la superficie bruciata nell’Unione Europea quest’anno si trova in Spagna: tra il terzo e il quarto trimestre, sono andati distrutti 391.581 ettari in 230 incendi, e il bilancio è ancora provvisorio. L’area più colpita è la Galizia occidentale, dove oltre nove focolai, solo nella provincia di Ourense, hanno carbonizzato più di 72.000 ettari. Situazione simile in Castilla y León, con oltre 150.000 ettari colpiti da roghi rimasti attivi per giorni. Dietro queste cifre c’è un insieme di fattori strutturali: clima mediterraneo sempre più estremo, siccità prolungate, aumento della vegetazione non gestita e spopolamento delle aree rurali. “Serve raddoppiare gli investimenti nella prevenzione, fino a superare il miliardo annuo”, avverte Rubén Laina, ingegnere esperto in incendi e professore alla Universidad Politécnica di Madrid. Ma la realtà è che i fondi restano scarsi, e il divario tra ciò che si spende per spegnere e ciò che si investe per prevenire continua ad allargarsi.