Roma, 6 feb. (askanews) – Uno studio internazionale a cui ha partecipato, per l’Italia, il Consiglio nazionale delle ricerche con due Istituti di ricerca – Cnr-Isac e Cnr-Igg- ha analizzato le cause degli incendi record registrati in Europa occidentale, e in particolare nel nord-ovest iberico, nell’agosto del 2025, individuando nel cambiamento climatico e nell’evoluzione del paesaggio forestale i due fattori che aumentano la frequenza e intensità di tali eventi estremi. L’articolo, riferisce una nota, è pubblicato su Global Change Biology
E’ stata la combinazione di condizioni meteorologiche estreme e di una vegetazione particolarmente predisposta alla combustione l’origine del record storico di superficie bruciata durante gli incendi che hanno colpito il Nord-Ovest della Penisola Iberica nell’agosto 2025: è quanto ha ricostruito uno studio internazionale a cui hanno partecipato, per l’Italia, ricercatori e ricercatrici del Consiglio nazionale delle ricerche dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima (Cnr-Isac) e dell’Istituto di geoscienze e georisorse (Cnr-Igg).
Lo studio pubblicato su Global Change Biology nel formato Science behind the news, è stato guidato dal Gruppo di Modellistica Atmosferica Regionale (MAR) dell’Università spagnola della Murcia, e ha visto la partecipazione, oltre che del Cnr, di istituzioni dalla Spagna e dal Belgio.






