Ogni passo conta. Se abbiamo bisogno di un motivo in più per camminare ogni giorno, la scienza ce ne offre uno fondamentale: muoversi a piedi può proteggere il cervello, anche quando esiste una predisposizione genetica al morbo di Alzheimer. Lo dimostra un recente studio che ha coinvolto quasi 3.000 persone tra i 70 e i 79 anni, osservate per un periodo di 10 anni. I risultati parlano chiaro: chi ha mantenuto o aumentato le proprie abitudini di cammino ha mostrato miglioramenti nella velocità mentale e nella funzione esecutiva. I benefici sono risultati particolarmente evidenti nei soggetti portatori del gene APOE4, associato a un rischio maggiore di Alzheimer.

7.000 passi al giorno (e non 10mila) ti salvano la vita: lo dice la scienza

DI IRMA D'ARIA

Perché camminare fa bene al cervello

Con l’età, l’attività fisica tende a diminuire, aumentando il rischio di sedentarietà. Proprio per questo diventa ancora più importante interrompere i lunghi periodi di inattività con brevi camminate quotidiane. Il cammino, infatti, stimola l’ossigenazione cerebrale, migliora la circolazione, aiuta a gestire i fattori di rischio cardiovascolare e favorisce la plasticità neuronale. “L’attività fisica ha un ruolo chiave nella prevenzione del declino cognitivo e non parliamo solo degli anziani ma di tutte le età”, sottolinea Francesco Landi, direttore Uoc Medicina Interna e Geriatria al Policlinico Gemelli di Roma. “È uno dei pilastri della prevenzione e si integra con una dieta equilibrata e una buona qualità del sonno. La nostra esperienza clinica conferma che camminare con regolarità può davvero fare la differenza”.